Nell’argilla risiede il potere della trasformazione
Contrariamente a quanto si pensi, il mondo minerale ha un’attività intensa e una considerevole interazione con l’ambiente circostante, l’argilla ne è un esempio.
Essa infatti essendo una roccia sedimentaria idrofila, ha la capacità di accogliere l’acqua e diventare così plasmabile, al tempo stesso, attraverso l’aria di ritornare dura come pietra. Con il passaggio nel fuoco, muta completamente, cristallizzando i minerali in essa contenuti, fino a diventare terracotta.
E così gli elementi dell’alchimia occidentale e della medicina cinese: aria, acqua, terra, fuoco, legno, metallo, si fondono in un solo materiale, poiché l’argilla interagisce con tutti loro pur rimanendo fedele a sé stessa.
Oltre ad essere un canale di collegamento tra due mondi apparentemente lontanissimi (Oriente e Occidente), ciò la rende un unicum sul nostro pianeta: non c’è nulla come l’argilla.
In Antroposofia, l’argilla è anche il tramite tra il Cielo e la Terra, tra le forze che muovono l’ascesi e i desideri materiali. Steiner ne parla come di un elemento che ha la capacità di ispirare dentro di noi la danza del cosmo, prendendo come esempio due dei minerali che in essa sono contenuti:
Il quarzo che simboleggia la purezza cristallina dell’elevazione spirituale e il carbonato di calcio, per via della sua struttura, esprime il desiderio di cristallizzazione e di radicamento alla terra.
Ingerendola, come medicamento, l’argilla lavora dentro di noi e armonizza perciò gli squilibri del vivere quotidiano.
Quando lavoriamo con l’argilla quindi, possiamo lasciarci ispirare da tutti questi motivi, ma anche dalle sue caratteristiche intrinseche: duttilità, accoglienza, forza, compattezza, tenacia, capacità di trasformazione.
Quest’ultima capacità è l’essenza della vita: in natura non esiste la stasi. Il desiderio di stabilità esiste solo nella cultura umana, ma non ha alcun fondamento biologico.
Nella natura tutto è movimento, tutto cambia di continuo, la fossilizzazione è solo apparente.
Nasce da qui il nome dei laboratori: Argilla Trasformativa, che sono parte della quinta edizione di ForestArt.
Da un lato, questo nome si lega al tipo di creazione che si fa durante l’immersione forestale, poiché l’argilla che si utilizza, viene lasciata nel bosco, libera di ritornare alla natura.
Dall’altro lato ci suggerisce di vedere la manipolazione dell’argilla come una terapia e un gioco.
Lo facciamo utilizzando la consapevolezza, l’ispirazione e l’attenzione al processo. Per essere centrati nel presente, per permettere alla mente di lavorare in maniera insolita, aprendo così i canali della percezione.





0 commenti