Da un pò di anni a questa parte, si fa un largo abuso della parola “green”, che ormai ha perso quasi del tutto il suo senso. La superficialità delle proposte a cui questo termine viene ormai associato, vanno proporzionalmente di pari passo con la disconnessione dalla natura e da sé stessi a cui sta andando incontro questa società.
Ma parallelamente esiste un altro movimento che, in modo poetico e rivoluzionario rispetto a questa tendenza diffusa a svuotare ogni cosa di significato, vuole riappropriarsi proprio della sostanza di cui la parola è stata privata e restituire al Verde la sua funzione originaria: quella di unire, di riportare equilibrio.
Così, in controtendenza con questo fenomeno del “greenwashing”, si è sviluppato un movimento di Ecologia Profonda, di ritorno alla Natura, per ritornare prima di tutto ad essere Natura, a sentirci parte integrante di essa.
Pratiche come la Medicina Forestale, l’Ecopsicologia applicata, l’Ecotuning, l’Ecocentering, il Forest Bathing ed altre simili, nascono per aiutarci con rispetto a ritrovare la connessione profonda con gli ambienti verdi e gli altri esseri viventi che popolano il pianeta, che l’Uomo aveva ancora fino a poche decine di anni fa. Prendono ispirazione dal meglio che le culture native ci hanno lasciato in eredità riguardo il legame inscindibile con la natura e le altre specie, per facilitarci a ritrovare il contatto con la nostra sfera emozionale ed imparare a promuovere relazioni ecologiche, che si basano cioè sull’ascolto, sull’empatia e sulla collaborazione, utilizzando il lavoro sensoriale, pratiche meditative, l’arte e il gioco in un ambiente naturale. Lavorano sull’importanza del ritrovare il proprio centro, sul radicamento e sulla sfera della creatività. Mettono in campo meccanismi virtuosi sul nostro organismo, come l’allentamento dello stress e la stimolazione percettiva, ma anche tramite l’azione dei terpeni, gli oli essenziali emessi dagli alberi e degli altri elementi in cui ci immergiamo. Studi scientifici dimostrano come trascorrere del tempo in natura abbia effetti benefici su tutto il nostro organismo, sia a livello fisico che psichico (per più info a riguardo https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/attivita/editoria/9788880804307_terapia%20forestale.pdf).
Una proposta controcorrente rispetto ad una società che ci vuole anestetizzati, asettici, competitivi, insensibili e indifferenti a ciò che succede agli altri esseri viventi, che sempre più spesso diventano oggetti su cui sfogare il proprio malessere.
Perché si, che ci piaccia o no, il nostro benessere e quello del pianeta dipendono strettamente dalla relazione che abbiamo con la natura.
L’invito di queste potenti pratiche multidisciplinari è dunque quello di metterci in rete, ognuno con le proprie competenze, per riappropriarci di questa versione del verde e fare in modo che ci aiuti a ritrovare una dimensione di interconnessione profonda con la natura, per noi stessi e per il mondo di cui siamo parte.





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